Decreto Legge 185 del 29/11/08 convertito in
Legge n. 2 del 28 gennaio 2009, le nuove tabelle.

Con la conversione in legge del D.L. 185, vengono finalmente chiariti i limiti e le modalità di intervento per il ricorso agli strumenti atti alla tutela del reddito.

Il testo del D.L. già da noi pubblicato il 5 dicembre, necessitava di alcuni chiarimenti per la sua attuazione, con la conversione il legge il Governo ha definito le modalità ed i requisiti di accesso alle integrazioni che riportiamo nella tabella di seguito esposti.

Per eventuali dubbi, aiuti nella compilazione delle domande assistenza potete rivolgervi agli sportelli dell’INPS, o del nostro patronato INAS. Inoltre potete rivolgervi alle Federazioni di Categoria della CISL per le informazioni relative all’attivazione di tutti gli strumenti necessaria alla tutela del posto di lavoro

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I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ (disciplina legislativa e spunti di riflessione)

L’istituto dei contratti di solidarietà registra di recente nuova attenzione in campo economico e sociale quale misura contingente per affrontare la grave crisi occupazionale e retributiva in atto, in attesa della ripresa produttiva. Pare dunque utile una ricognizione della disciplina legislativa esistente per cogliere i possibili sviluppi in prospettiva.

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Il lavoro “non paga”

24 dicembre 2008

Finalmente una buona notizia, e non poteva cadere in un periodo migliore, il 22 dicembre sarebbe dovuto entrare in vigore la norma abrogativa disposta dal Dl. 25/06/2008 n. 112, definito taglia leggi. Infatti nella logica di razionalizzazione avviata dal governo si prevedeva l’eliminazione di una serie di leggi e relativi riflessi definite obsolete e superate.

Tra queste però vi erano alcune disposizioni che riguardavano molto da vicino il mondo del lavoro, noi ve ne citiamo tre: le disposizioni in favore degli operai delle aziende industriali ed artigiane del settore edilizia in materia di integrazione salariale (L. 77 del 3/2/1963 e L. 14 del 2/2/1970. La L. n. 370 del 22/2/1970 che stabiliva l’obbligo del riposo settimanale di 24 ore coincidente con la domenica, salvo apposite e ben precisate declaratorie definite in apposita tabella. Inoltre la L. 319 del 2/4/1958, che garantiva ai lavoratori l’accesso gratuito agli atti amministrativi ed ai processi per cause di lavoro, danni da infortunio, ricorsi per cause previdenziali.

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Le Risorse disponibili
Anno 2009
€ 289 milioni
Anno 2010
€ 304 milioni
Anno 2011
€ 304 milioni
Anno 2012
€ 54 milioni

Note: le risorse indicate sono aggiuntive a quanto già stanziato per il fondo per l’occupazione.

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Le fortissime pressioni della CISL sui parlamentari componenti la Commissione permanente Lavoro hanno raggiunto un primo risultato. È stato accolto un emendamento che sopprime la voce 1639 dell’allegato della legge 133 del 6 Agosto. Si riferisce al punto che abrogava la legge 319 del 1958, cioè quella norma che prevedeva la gratuità degli atti e documenti inerenti cause di lavoro. La nuova norma, che di fatto ripristina la legge 319, fa parte del disegno di legge “Delega al governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in materia di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, un provvedimento omnibus che, come lo stesso titolo chiarisce, tratta di argomenti molteplici tra cui le famigerate nuove norme sul processo di lavoro.

La confederazione sta seguendo attentamente l’iter parlamentare del disegno di legge. Vi comunicheremo tempestivamente tutte le modifiche che verranno apportate.

Processo del lavoro

8 ottobre 2008

Santini: “Sì alla riforma, ma non si riducano le tutele dei lavoratori. Subito un confronto con le parti sociali”

La Cisl condivide l’esigenza di riformare il processo del lavoro per ridurre i tempi dei contenziosi, per eliminare progressivamente gli arretrati pendenti nelle aule giudiziarie e per favorire le misure extragiudiziali di conciliazione ed arbitrato. Il Segretario confederale della Cisl Giorgio Santini in una nota specifica la posizione della Confederazione in merito alla riforma del processo del lavoro e sottolinea: “Da troppe legislature peraltro attendiamo dei risultati concreti nell’ottica di favorire una semplificazione delle procedure e di ridurre il grado di conflittualità, ma tutti questi obiettivi non possono certo essere raggiunti – continua il sindacalista – riducendo sensibilmente le tutele dei lavoratori, rischio che si prefigura concretamente se venissero approvati senza correzioni i numerosi provvedimenti di modifica del Codice di Procedura Civile che il Governo ha inserito nel disegno di legge 1441 quater ora al vaglio delle Camere”.
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